Il licenziamento, per questi lavoratori e per le loro famiglie, significa finire in mezzo alla strada, significa aggiungere qualche migliaio di persone ai drammatici numeri della disoccupazione. Ma loro, come tutti gli altri, non sono numeri ma persone: Simona, Riccardo, Federico e tanti altri. Per questo hanno deciso di mettersi davanti ad una telecamera e raccontarci brevemente le loro storie. Vi chiediamo di dedicare loro un minuto di tempo, di ascoltarli e di diffondere questo loro messaggio video:
martedì 29 maggio 2012
venerdì 25 maggio 2012
Appello dei lavoratori degli appalti postali,
E' stato lanciato stamani in rete da Articolo 21 l'appello dei lavoratori degli appalti postali, guidati dai dipendenti di Transystem, per chiedere una politica differente a Poste Italiane. L'appello chiede l'intervento dello stato (dal presidente del consiglio Monti, ai ministri Passera, Fornero e Grilli) affinchè venga salvaguardata l'occupazione di almeno 2000 persone a rischio e con esse il servizio nazionale di recapito, già ad oggi scadente, e sottolineo, non per colpa dei colleghi portalettere.
Trovate l'appello qui: http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/
Vi preghiamo di firmare e di far firmare chiunque possa essere interessato alla nostra causa, per noi raggiungere un buon numero di firme nel minor tempo possibile è davvero importantissimo.
Grazie di cuore, a tutti voi,
R. e tutti i dipendenti di Transystem
ulteriori info su www.slc-cgil.it (settore servizi postali)
Trovate l'appello qui: http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/
Vi preghiamo di firmare e di far firmare chiunque possa essere interessato alla nostra causa, per noi raggiungere un buon numero di firme nel minor tempo possibile è davvero importantissimo.
Grazie di cuore, a tutti voi,
R. e tutti i dipendenti di Transystem
ulteriori info su www.slc-cgil.it (settore servizi postali)
mercoledì 23 maggio 2012
da truppe d'appalto
Salve, le segnalo le ultime due pubblicazioni sul blog:
- interessamento del cons. reg. Venturi (che presenterà una mozione in consiglio): http://truppedappalto.blogspot.it/2012/05/se-si-licenzia-quando-le-aziende-sono.html
- pubblicazione della nostra lotta sulle pagine on line del tg3: http://truppedappalto.blogspot.it/2012/05/sul-tg3.html
Domani o dopo domani Articolo 21 partirà con una raccolta firme in nostro favore.
Un forte saluto,
venerdì 18 maggio 2012
I lavoratori degli appalti postali al web: “A luglio ci licenziano, aiutateci” – Videolettera
Da
oltre un mese non fanno che scrivere ai giornali chiedendo che, sulla
loro vicenda e su ciò che li aspetta da qui a poco non cali il silenzio.
Ma, disgraziatamente, la loro richiesta non è stata finora raccolta se
non da qualche quotidiano locale e da pochi siti.
Eppure è in gioco il destino di 2000 famiglie che da luglio rimarranno senza alcuna fonte di reddito, di 2000 lavoratori che verranno licenziati.
Stiamo parlando dei lavoratori degli appalti postali, ossia quelli che
per conto delle Poste Italiane consegnano la corrispondenza nell nostre
case. Non sono dipendenti delle Poste, ma di aziende esterne cui le
Poste affidano questo servizio in appalto.
Il licenziamento, per questi lavoratori e per le loro famiglie, significa finire in mezzo alla strada, significa aggiungere qualche migliaio di persone ai drammatici numeri della disoccupazione. Ma loro, come tutti gli altri, non sono numeri ma persone: Simona, Riccardo, Federico e tanti altri. Per questo hanno deciso di mettersi davanti ad una telecamera e raccontarci brevemente le loro storie. Vi chiediamo di dedicare loro un minuto di tempo, di ascoltarli e di diffondere questo loro messaggio video:
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Il licenziamento, per questi lavoratori e per le loro famiglie, significa finire in mezzo alla strada, significa aggiungere qualche migliaio di persone ai drammatici numeri della disoccupazione. Ma loro, come tutti gli altri, non sono numeri ma persone: Simona, Riccardo, Federico e tanti altri. Per questo hanno deciso di mettersi davanti ad una telecamera e raccontarci brevemente le loro storie. Vi chiediamo di dedicare loro un minuto di tempo, di ascoltarli e di diffondere questo loro messaggio video:
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Post originale su IL Post Viola
mercoledì 16 maggio 2012
Lavoro, l’appello dei dipendenti della Transystem: “Siamo a rischio di estinzione”
I lavoratori della Transystem, agenzia partner di Poste Italiane scrivono ad Art.21 un appello affinchè sulla loro vicenda vengano accesi i riflettori. Della politica, delle istituzioni, dei media. Una lettera firmata da tanti dipendenti per segnalare l’ennesima vicenda di crisi occupazionale
Carissimi lettori di Articolo21,
siamo lavoratori a rischio di estinzione. Chiariamo subito, per primissima cosa che NON siamo postini, nel senso che NON siamo dipendenti di Poste Italiane. E tuttavia “lavoriamo per conto di Poste” come si legge sui gilet catarifrangenti che dobbiamo indossare.
Siamo i dipendenti di Transystem, agenzia partner di Poste Italiane con circa 200 dipendenti nel settore, ovvero parte delle 3000 persone che a luglio perderanno il lavoro a causa di una decisione di Poste Italiane.
Da decenni Poste Italiane s.p.a. segue la via dell’esternalizzazione di alcuni servizi, come ad esempio il recapito delle raccomandate, tramite gara di appalto.
Attualmente stiamo lavorando all’interno dell’ultimo appalto vinto da Transystem S.p.a., risalente al giugno 2008, composto di 3 anni rinnovabili in uno, che scadrà il 30 giugno.
Il 20 Aprile Poste Italiane ha indetto i nuovi bandi di gara d’appalto, decidendo, purtroppo, di ridurre i lotti in gara da 91 del 2008 a 41. Nei 41 lotti previsti il carico di lavoro ed il fatturato sono diminuiti del 50% circa.
A livello nazionale questo significa che circa 2000 persone il primo di luglio perderanno il posto di lavoro.
[...leggi tutto su articolo21...]
martedì 15 maggio 2012
Appaltati e Scontati a Palermo
Appaltati
e Scontati a Palermo
Negli anni novanta, in Italia si è evoluto un processo
di rinnovamento delle cosiddette pubbliche utilità.
Le Poste, seguendo gli indirizzi imposti dalla Comunità
Europea, attraverso il Libro Verde e successive direttive, si sono
dovute adeguare: liberalizzare, privatizzare, aumentare la qualità
dei servizi offerti agli utenti/clienti, oltre alla necessità di un
risanamento finanziario.
Poste Italiane, è passata da un disavanzo, che nel
1993, era di circa 3.000 miliardi di vecchie lire, al conseguimento
nel 2011, per il decimo anno consecutivo, di un utile d’esercizio
(ultimo pari ad 846milioni di euro), e soprattutto, ad un sensibile
miglioramento della qualità del servizio offerto ai cittadini. A
tutto questo, in piccole proporzioni, hanno contribuito anche le
Agenzie di Recapito sparse nelle principali città del Paese,
che da sempre lavoravano in deroga (concessione) al monopolio
postale.
La prima collaborazione Poste/Agenzie, si ebbe
nel 1990 (all’epoca Amm./ne Postale) per arginare le carenze nel
servizio di recapito. L’accordo, che durò circa 5 anni, aveva
assegnato alle più dinamiche e flessibili Agenzie di Recapito in
Italia (12), fra cui Palermo, il compito della consegna di Espressi e
Telegrammi. Nel 1994, in concomitanza del passaggio da “Amm./ne PT”
ad “Ente Poste”, l’accordo, che per altro aveva dato buoni
risultati, terminò e nel 1995 i dipendenti delle Agenzie, assunti
per quel compito, transitarono assieme al lavoro all’interno a
“Ente Poste”.
Le Agenzie di Recapito continuarono a lavorare in
concessione con lavoro proprio come facevano prima del 1990.
Nel 1999, con la Legge 261, lo Stato Italiano,
privilegiava Poste Italiane, affidandole tutto il Servizio Universale
e l’area riservata, togliendo la modesta area di competizione fino
a quel punto concessa a circa 70 Agenzie di Recapito “concessionarie”
in tutta Italia che da molti decenni operavano nell’ambito
cittadino secondo limiti territoriali imposti dalla “Concessione
Ministeriale” e ponendo limitazioni sul tipo di corrispondenza. Di
fatti, dal 2000 tali imprese avrebbero dovuto cessare ogni attività,
con una ricaduta sui livelli occupazionali di circa 2.500 esuberi.
Nella stessa legge veniva inserita una “Norma Transitoria”,
voluta dal Parlamento e strutturata in accordo con i vertici di Poste
italiane, che consentiva a quest’ultima di stipulare accordi con
gli ex concessionari, (art. 23, comma 5 ), al fine di ottimizzare i
servizi, favorendo il miglioramento della qualità dei servizi stessi
anche attraverso l’utilizzazione delle professionalità già
esistenti; al fine di ottimizzare i servizi e preservare
l’occupazione complessiva del settore.
Pertanto, dai legali delle parti, veniva stipulato un
accordo che prevedeva, fino al 31/12/2006, che Poste Italiane
affidasse, nell’ambito cittadino di riferimento di ogni Agenzia
di Recapito, il recapito delle Raccomandate accettate a livello
nazionale e di contro le Agenzie avrebbero cessato di accettare
corrispondenza dai propri clienti.
Nel nostro esempio di Palermo, le due Agenzie, divenute
ex concessionarie, “LAMPO e FULMINE” si accordarono dando
tutto il loro traffico di corrispondenza a Poste Italiane, che doveva
garantire così, a sua volta, lo stesso livello di fatturato.
Questa sinergia, malgrado la proposta fatta da poste
Italiane di cambiare la tipologia dell’accordo e passare dalla
consegna delle raccomandate a quella di altri servizi, è destinata a
finire. Infatti nel 2006, una direttiva Europea, stabiliva che gli
affidi dovessero essere assegnati tramite gare, ma le Agenzie LAMPO
e FULMINE non avendo più il titolo di concessione, anche con gli
stessi parametri di gara, sarebbero state tagliate fuori dalla
competizione, che, per effetto del Decreto 261/99, divenute mono
committenti, non potrebbero più operare, con conseguente serio
problema occupazionale.
Per risolvere tale problema è intervenuto il Governo.
La discussione della “IX Commissione Permanente” del 15/11/2006,
così recita “…..Da parte sua la società Poste Italiane ha
stipulato accordi di collaborazione, ai sensi dell’art.23, comma 5,
con gli ex concessionari, accogliendo l’invito rivolto a suo tempo
da questa commissione, in occasione dell’emanazione del già
richiamato Decreto Legislativo n° 261 del 1999, di farsi carico del
problema di natura sociale e occupazionale delle Agenzie di Recapito
ex concessionarie….. “ Il nuovo contratto (peggiorativo)
firmato tra Poste Italiane e Agenzia Lampo in data 27/12/2006 e le
interminabili diatribe tra le suddette società, hanno creato
uno stato di crisi aziendale, con conseguente rinuncia della
commessa da parte della Lampo s.r.l. Quindi Poste Italiane
internalizzava il lavoro di Lampo in data 24 marzo 2007 ed i
lavoratori (26) sono stati tutti licenziati i primi di maggio 2007 al
termine delle procedure di mobilità “ex legge 223/91”.
Due pesi e due misure !
Si sottolinea che nel 2002, non venendo meno ai propri
impegni assunti , Poste Italiane ha salvaguardato i livelli
occupazionali dell’ex concessionaria, Agenzia Ventura di Catania,
venuta meno alla commessa affidatagli, trasferendo la commessa ed il
personale della suddetta Agenzia all’altra ex concessionaria in
loco (Agenzia Palma).
Ci si chiede:
come mai non è stato usato lo stesso metro nel 2007 per
i lavoratori dell’Agenzia LAMPO di Palermo, considerato che vi era
in loco la presenza di un’altra ex concessionaria (FULMINE)?
Nel “Memorandum” sottoscritto l’11/12/2007 dal
Ministero delle Comunicazioni, Poste Italiane S.p.A. ed Agenzie di
Recapito, all’art.5, viene ribadito un evidente impegno delle parti
di tutelare al massimo i livelli occupazionali degli impiegati delle
ex concessionarie, …..“Al fine di salvaguardare al massimo i
livelli occupazionali, Poste inserirà nella gara, le città servite
dagli ex concessionari”…..; al punto c) …..”in relazione ai
lotti che vengono aggiudicati alla singola azienda, assumere i
lavoratori impiegati presso le agenzie precedentemente titolari del
servizio”….. Il bando di gara di € 1.862.093,00 per i lotti di
Palermo, avrebbero di certo risolto i problemi occupazionali del
settore, invece, a luglio 2008 ci ritroviamo ad aggiungere
a i 26 lavoratori della Lampo, anche i 27 lavoratori della
Fulmine, non essendo stata aggiudicata la gara.
Con una lettera datata 28 ottobre 2008, inviata al
responsabile delle Risorse Umane di Poste Italiane, la SLC CGIL
Nazionale, si è fatto carico di chiedere una soluzione a tempi
brevi, a garanzia della salvaguardia dei livelli occupazionali a
Palermo.
A fine anno 2009 viene indetto un nuovo bando di gara,
altra tegola per i lavoratori delle ex concessionarie a Palermo, che
destina soltanto un lotto con una base di circa € 800.000,00 annui
per un periodo di 18 mesi più un eventuale anno di proroga (senza
alcun limite di ribasso).
Al 31/03/2010 la gara viene affidata ad un consorzio
Palermitano con un ribasso che porta la commessa a € 566,770,00
annui.
Ci vuole poca immaginazione a capire fin da subito che
ciò avrebbe comportato un esiguo reimpiego dei lavoratori delle ex
agenzie.
Non sono valse a nulla le proteste verso Poste Italiane.
Oggi ci ritroviamo con circa 18 lavoratori ancora in
mobilità in deroga.
Poste Italiane, in questi giorni, a bandito un lotto di
gara per Palermo di € 508.886,00, senza nessuna considerazione
dello stato di crisi che attraversa il paese, continuando ad ignorare
la realtà territoriale di Palermo e venendo meno alle
“raccomandazioni” della Commissione Permanente del 2006 in ordine
al ruolo sociale di Poste Italiane, anche a garanzia della
salvaguardia dei livelli occupazionali,
Ora basta!
Non più Appaltati e scontati!
Denunciamo,
il continuo comportamento sleale di Poste italiane, che
persiste nella sua posizione dominante di ex monopolista, condanna
tutto il settore ad una lenta agonia.
chiediamo
alla
segreteria nazionale SLC-CGIL che nei tavoli di contrattazione si
tenga presente che Poste Italiane è venuta meno agli impegni presi,
e che per quanto riguarda Palermo, non ha mantenuto gli accordi
firmati con le ex concessionarie ignorando completamente l’art. 23,
comma 5 del Decreto Legge 261/99, all’art. 5 ed al punto c del
“Memorandum” ed all’art. 7 del CCNL di categoria.
Chiediamo
che
nei bandi di gara sia reinserito il secondo lotto pre esistente o, in
alternativa, sia aumentato quello esistente in rapporto alle esigenze
dei lavoratori delle ex concessionarie attualmente in ammortizzatori
sociali in deroga.
comunicato appalti postali
Al Prefetto di
Palermo
S. E. Umberto
Postiglione
c/ Prefettura
di Palermo
Poste Italiane, nel
mese di aprile u.s. ha bandito delle gare d’appalto per il recapito
postale da assegnare tramite gare.
Il Sindacato S.L.C.
CGIL Nazionale non condividendo la politica attualmente in essere di
Poste Italiane ha proclamato una mobilitazione nazionale, con presidi
presso le sedi regionali di Poste Italiane, per manifestare il
dissenso sulla qualità e quantità degli appalti.
Già dal 2007, a
seguito di chiusura delle agenzie di recapito, prima l’Agenzia
Lampo S.r.l e successivamente l’Agenzia Fulmine s.r.l., per un
totale complessivo di circa 50 lavoratori, che hanno usufruito di
ammortizzatori sociali lex 223/91ed allo stato attuale solo pochi di
questi hanno trovato occupazione se pur precaria.
Occorre evidenziare che
Poste Italiane ha l’obbligo, imposto dalla legge 261/99 e
dell’accordo “Memorandum” del 2007 siglato tra Ministero ed
Agenzie di Recapito, di garantire i livelli occupazionali delle ex
concessionarie.
Sulla base di quanto
sopra gli appalti, che dovrebbero tenere conto del numero di
lavoratori espulsi a seguito di cessazione d’attività delle
agenzie, e che allo stato non hanno trovato alcuna collocazione,
vengono bandite con forte sconto e fatte a ribasso d’asta. Ciò
determina l’impossibilità delle agenzie, che si aggiudicano le
gare, a potere garantire quei livelli occupazionali esuberati e, fra
l’altro, spesso ricorrono a lavoro nero per potere rientrare nei
parametri di spesa.
Pertanto, il S.L.C. di
Palermo nel mettere in atto le deliberazioni del sindacato nazionale,
CHIEDE:
che nei bandi di
gara sia reinserito il secondo lotto pre esistente o, in alternativa,
sia aumentato quello esistente in rapporto alle esigenze dei
lavoratori delle ex concessionarie attualmente in ammortizzatori
sociali in deroga;
a S. E. il Prefetto di
Palermo, un incontro al fine di un suo intervento nei confronti di
Poste Italiane affinché garantisca quanto previsto degli accordi
nazionale e di legge.
Palermo, 15/05/2012
Il Segretario
Generale
Maurizio
Rosso
sabato 12 maggio 2012
Gentilissimo Nicola Di Ceglie, come da richiesta le inviamo le due lettere che il vescovo ci ha fatto pervenire (la prima di risposta alla nostra, la seconda diretta al ministro Passera).La presa di posizione, anche forte, del vescovo Mansueto Bianchi è stata oggetto di due articoli in prima pagina nei due maggiori giornali locali il Tirreno e La Nazione, che ancora non posso inviarle.Le allego, sempre come da richiesta, anche i due articoli precedenti che il Tirreno ci aveva dedicato.Le lascio l'indirizzo del nostro blog (blog dei dipendenti di transystem):
http://truppedappalto.blogspot.com dove potrà trovare tutto il materiale della nostra attività fin dal 5 di aprile, giorno in cui abbiamo aperto questo spazio per presentarci ed esprimenre le nostre idee. Se navigherà nel blog potrà trovare un articolo dedicato a noi de L'Espresso (http://truppedappalto.blogspot.it/2012/04/su-lespresso.html), come l'articolo che ci ha dedicato il Popolo Viola (http://truppedappalto.blogspot.it/2012/04/piovono-rane-e-post-viola-parlano-di.html) , come l'interrogazione del ministro Evangelisti al ministro Passera (http://truppedappalto.blogspot.it/2012/04/interrogazione-al-ministro-passera.html e molto molto altro. Come vede non siamo mai stati fermi, e non ci siamo mai dati per vinti. Un caloroso saluto R.T., Transystem Pistoia
Documentazione allegata
lettera del vescovo Mansueto Bianchi ai lavoratori transystem pistoia lettera del vescovo Mansueto Bianchi al ministro Corrado Passera sulla vicenda Transystem
mercoledì 9 maggio 2012
Questa
mattina le organizzazioni sindacali nazionali si sono incontrate con
l'amministrazione straordinaria di Defendini srl. presso l'Unione
industriali di Torino.
In quella
sede le organizzazioni sindacali hanno esaminato il bando di gara
pubblicato il 1 maggio c.a. per la vendita della Defendini srl.
Rispetto ad una prima informale stesura
la SLC Cgil ha registrato in quella definitiva una diminuzione del
valore( pesatura) del mantenimento della tenuta occupazionale tra i
criteri che verrano valutati per pesare l'offerta di acquisto.
Di concerto con il Ministero competente
il bando prevede infatti l'attribuzione di una valore all'offerta
economica dei possibili acquirenti doppio rispetto all'impegno al
mantenimento dei livelli occupazionali esistenti.
La conclusione dell'iter dovrebbe vedere il termine della procedura per la meta' di settembre c.a.
Nel valutare negativamente la nuova
formulazione del bando nella parte attinente al valore del mantenimento
della complessiva tenuta occupazionale attualmente presente sul
territorio nazionale, SLC Cgil auspica una veloce conclusione della
procedura al fine di potersi confrontare nel merito con i nuovi
proprietari e ribadire nella prevista sede di confronto sindacale, la
necessita' di mantenimento degli attuali livelli occupazionali in
un'ottica di rilancio di un azienda che ha le competenze e le
professionalità per competere nel mercato liberalizzato.
Inoltre e' stato sottoscritto un avviso
comune tra le parti rivolto all'Inps affinché provveda al pagamento
immediato della CIGS senza attendere tempi tecnici, trattandosi di
reitero di una procedura già in corso.
Prima dell'incontro presso l'Unione
industriali le Organizzazioni sindacali hanno presidiato con i
lavoratori della sede di Torino davanti al palazzo del Comune per
chiedere il pagamento delle fatture relative allo svolgimento
dell'attività di notifica delle multe della Polizia Municipale di
Torino, il cui ritardo impedisce ai lavoratori di percepire regolare
stipendio da tre mesi.
Le OO.SS. sono state ricevute dal
vicesindaco De Alessandri che ha garantito di valutare prioritariamente
il debito del Comune verso Defendini, vista la peculiare condizione
giuridica in cui si trova la Defendini srl. che impedisce l'accesso a
linee di credito.
Coordinatore nazionale
Nicola Di Ceglie
venerdì 4 maggio 2012
mercoledì 2 maggio 2012
attivo delle Lavoratrici e dei Lavoratori delle agenzie di recapito in regime di appalto con Poste Italiane
DOCUMENTO
DELLE LAVORATRICI E LAVORATORI
DELLE
AGENZIE DI RECAPITO IN REGIME DI APPALTO CON POSTE ITALIANE
Il 2 Maggio c.a. si è svolto a Roma l’attivo delle
Lavoratrici e Lavoratori delle agenzie di recapito in regime di
appalto con Poste Italiane.
L’assemblea ha preso atto di due fatti significativi
e preoccupanti: gli ultimi tagli fatti dal committente e soprattutto
la pubblicazione ad opera dello stesso dei nuovi bandi su tutto il
territorio Nazionale che vedono una decurtazione di oltre il 50% del
fatturato rispetto ai bandi precedenti.
La ricaduta in termini di tagli occupazionali è stimata
in circa duemila Lavoratori senza alcuna possibilità di
ricollocazione.
A fronte di quanto innanzi rappresentato le Lavoratrici
e i Lavoratori delle agenzie di recapito in regime di appalto con
Poste Italiane.
denunciano
il
comportamento del succitato committente - Poste Italiane - che
nonostante sia un’azienda a totale partecipazione pubblica pur in
presenza di un mercato liberalizzato continua a beneficiare di una
serie di agevolazione dallo Stato che favorisce in maniera palese e
sleale la posizione dominante dell’ex monopolista. Denunciano
inoltre l’assoluta mancanza di qualsiasi senso di responsabilità
sociale d’impresa nei confronti di queste maestranze che per
decenni hanno garantito nel Paese per conto e per nome di Poste
Italiane qualità e affidabilità del servizio e che adesso con la
pubblicazione di questi nuovi bandi, in maniera unilaterale, vengono
condannati al pietoso stato di senza lavoro e all’indigenza;
invitano
la
Segreteria Nazionale SLC, in coerenza con la sua storia, a farsi
carico di questa vertenza, attivando immediatamente la mobilitazione
della categoria attraverso la proclamazione di un primo sciopero
Nazionale con manifestazione a Roma e successivamente ad avviare un
tavolo di contrattazione per ricercare utili soluzioni presso il
Ministero dello Sviluppo Economico.
Inoltre
si chiede che per il tramite delle strutture territoriali SLC
sensibilizzi attraverso ogni forma di pubblica informazione
l’opinione pubblica, le istituzioni e i partiti riguardo la
sopracitata vertenza.
Roma
2 maggio 2012
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